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"Della televisione si
lamenta che incoraggia la violenza, oppure che informa poco e
male, oppure che è culturalmente regressiva (come ha scritto
Habermas). Vero. Ma è ancor più vero e ancora più importante
capire che il tele-vedere sta cambiando la natura dell'uomo.
Questo è il "porro unum", l'essenzialissimo, che a
tutt'oggi è largamente sfuggito all'attenzione. Eppure è
abbastanza evidente che il mondo nel quale viviamo già poggia
sulle gracili spalle del "video-bambino": un
nuovissimo esemplare di essere umano allevato dal tele-vedere -
davanti ad un televisore - ancor prima di saper leggere e
scrivere."
"Certo è che la televisione - a
differenza degli strumenti di comunicazione che l'hanno
preceduta (fino alla radio) - distrugge più sapere e più
capire di quanto trasmetta"
"La televisione dà meno
informazioni di qualsiasi altro strumento di informazione"
Da "Homo videns" di Giovanni
Sartori
"Il mercato incontrollato delle
immagini tende a sopraffare l'uomo. Sotto questo aspetto,
le immagini non sono differenti dalle sostanze stupefacenti. Il
televisore, incluse le videocassette, occupa il mondo
giovanile quattro-cinque ore al giorno. la relazione più
importante. Oltre al contenuto è la frammentazione (zapping)
delle sequenze a influire sul sistema cognitivo, impedendo una
elaborazione personale e paralizzando la capacità critica. Un
ingorgo di immagini che riduce il cervello a organo percettivo e
mnemonico e così l'uomo non è più in grado di formulare
idee."
"Il televisore altera la struttura
logico verbale e la sequenzialità del pensiero. Mette fuori uso
l'organo della mente senza del quale non è possibile
creare."
"Non sono più importanti le
storie, le immagini vengono ricordate senza una logica, una
giustificazione: un fare per il fare. Rimane nella memoria un
evento (un fotogramma) che può essere emulato, ripetuto senza
un senso. Senza storia, una scena di stupro si riduce a un gesto
di potenza. Fuori da ogni contesto e nel crudo significato del
piacere, il gesto potrà più facilmente essere desiderato e
ripetuto nel concreto."
"Se esponiamo a immagini violente
un gruppo di giovani e poi valutiamo il loro comportamento,
mediante l'uso di test, risultano notevolmente aumentati i
comportamenti violenti, rispetto a uno stesso gruppo che invece
abbia assistito a immagini neutre, amorose o affettuose. E'
questa una prova dell'effetto immediato, subito dopo
l'esposizione alla violenza."
Wolfgang Nowak, responsabile della
scuola in Sassonia, ha introdotto a partire dall'anno scolastico
1994-95 per le scuole elementari e medie un nuovo insegnamento,
"educazione ai mass media", che prenderà due ore la
settimana: una maniera per difenderci dalla televisione,
conoscendola.
Da "Giovani" di Vittorino
Andreoli
"La democrazia consiste nel mettere
sotto controllo il potere politico. E' questa la sua
caratteristica essenziale. Non ci dovrebbe essere alcun potere
politico incontrollato in una democrazia. ora è accaduto che
questa televisione sia diventata un potere politico colossale,
potenzialmente si potrebbe dire anche il più importante di
tutti, come se fosse Dio stesso che parla... Chiunque sia
collegato alla produzione televisiva deve avere una patente, una
licenza, un brevetto, che gli possa essere ritirato a vita
qualora agisca in contrasto con certi principi... Chiunque
faccia qualcosa che non avrebbe dovuto fare secondo le regole
date dall'organizzazione e sulla base del giudizio
dell'organizzazione e sulla base del giudizio della
organizzazione, può perdere questa patente (il riferimento è
quello per esempio alla organizzazione sanitaria inglese).
L'organismo che avrà la facoltà di ritirare la patente sarà
una sorta di corte... Questa supervisione costante è qualcosa
di molto più efficace della censura, anche perché la patente,
nella mia proposta, deve essere concessa solo dopo un corso di
addestramento al termine del quale ci sarà un esame."
Karl Popper -Reset- settembre 1994
Se un tempo la famiglia era l'interno,
in cui si scambiavano tratti d'ira e d'amore e quelle libertà
espressive che occorreva contenere fuori dall'esterno, oggi la
televisione sempre accesa trasforma la famiglia in mondo
esterno. La casa reale con le sue mura non è che un container
per la ricezione del mondo esterno via cavo, via telefono, via
etere. La realtà di casa si allontana, impallidisce... Ciascuno
non è più con l'altro ma accanto all'altro, prende il volo
verso una fuga solitaria che non condivide con nessuno, o con un
milione di solitari del consumo di massa.
Umberto Galimberti -La repubblica- 21
luglio 1995
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