|
L’URBANESIMO COME MODO DI VITA Louis Wirth Armando Editore, 1998, pagg. 127, £.12.000
Louis Wirth (1897 - 1952) elabora, al culmine della propria riflessione urbana, L’urbanesimo come modo di vita, il contributo forse più famoso, insieme a La città di R. Park, della tradizione sociologica di Chicago. La rappresentazione dei caratteri, della condizione e della vita nelle città evidenzia il nuovo impatto storico dell’aggregato urbano sugli individui e la sua capacità di ridefinire il rapporto città-campagna come anche le prospettive e la sostanza delle esistenze che da quella realtà vengono irreversibilmente impressionate, condizionate e determinate. Criticato da più parti per la sua apparente indifferenza verso i comportamenti tramite i quali gli individui reagiscono alla formalizzazione, alla spersonalizzazione e all’anonimato urbani, il saggio contiene invece, a una lettura attenta, accanto a una “celebrazione” dello sviluppo della città, anche l’evidenziazione dei rischi derivanti da tali trasformazioni per l’autonomia dell’individuo. Rispetto a questo, il Memorandum sul Riurbanesimo, inedito ma scritto l’anno precedente (1937) e qui aggiunto in appendice, contribuisce a sottolineare la consapevolezza da parte di Wirth tanto dell’importanza del rapporto culturale città-campagna quanto della sostanza delle relazioni tra gli individui. Evidenzia così la sua consapevolezza della necessità di fare salvi gli elementi positivi degli assetti rurali e urbani attraverso un’adeguata politica programmatoria, contrapponendosi alle dinamiche in grado di mettere in discussione, in entrambe le realtà, la stabilità delle identità individuali e collettive.
|