TRE DOMANDE SU DIO

Adriano Fabris

 Laterza, 1998, pagg. 191, £.18.000

 

Tre sono le domande su Dio che porremo - scrive Adriano Fabris nella premessa - in questo libro. C’interrogheremo sul perché si è parlato e si parla ancora di Dio (perché Dio?). Ci domanderemo qual è il Dio a cui, per diversi motivi, ci si può rivolgere (quale Dio?). Ci chiederemo infine se un Dio, poi, c’è davvero (vi è un Dio?). Si tratta, come si vede, di domande su Dio, di domande cioè che riguardano Dio, e non piuttosto, di domande a Dio, come quelle che potrebbe formulare l’uomo religioso. Un approccio, il nostro, che è caratteristico della filosofia.

Il libro è costruito come un game book. Lo si può certamente leggere dall’inizio alla fine, nel modo consueto in cui si leggono i libri: da sinistra a destra, una pagina dopo l’altra, magari anche saltando qualche pagina, e tuttavia cercando in fondo una qualche, pur provvisoria, conclusione. Meglio, però, il lettore si può immergere in esso - e in molti casi, anzi, è costretto a farlo - costruendosi un proprio percorso sulla base delle preferenze personali e delle decisioni che, di volta in volta, egli è indotto a prendere.

Tuttavia, anche se il libro ha la forma di un game book, il gioco che in esso viene condotto (come tutti i giochi migliori) è qualcosa di molto serio. Esso riguarda infatti uno dei modi fondamentali in cui ci possiamo porre nei confronti del mondo, di ciò che ci interessa, degli altri uomini e delle altre donne, della vita in generale: quel modo che, tradizionalmente, è chiamato “religione” e che fa riferimento a un Dio, o a qualcosa di “divino”, per dare ordine e senso a tali rapporti. Le tre domande su Dio che ci porremo e che tenteremo di sviluppare in questo libro vogliono dunque consentirci di prendere sul serio un tale problema. E ciò può essere fatto proponendo un “gioco” che solamente la filosofia è in grado, crediamo, di articolare.

Il fine “gioco” sarà quello di mettere ciascuno - attraverso le mosse che avrà compiuto nel percorrere il libro e le scelte che avrà fatto nei suoi punti di snodo - nelle condizioni di porsi con sufficiente consapevolezza di fronte alla questione “Dio”, e quindi, di prendere - riconfermando o smentendo, se vorrà, le sue convinzioni precedenti - una decisione in merito. In altre parole, le opzioni che il lettore vorrà privilegiare, le parti del libro che saranno lette oppure saltate, forniranno già una precisa indicazione dell’atteggiamento che egli intende assumere nei confronti dei problemi che saranno discussi. Questa volta, allora, leggere un libro non costituirà un atto di disimpegno e di fuga dalle preoccupazioni quotidiane. Sarà, piuttosto, il tentativo di considerare la nostra vita di tutti i giorni con uno sguardo diverso, e di comprendere ciò che in tale sguardo traspare.

 

Prodena@libero.it

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