MANIFESTO PER UN MONDO SENZA LAVORO

Ermanno Bencivega,  

Feltrinelli, 1999, pagg. 157, £. 25.000

 

Un titolo volutamente militante per un libro utopico e molto poco condiscendente verso i luoghi comuni del realismo e del pragmatismo odierni: questo di Ermanno Bencivenga è un pamphlet scomodo, appassionato e provocatorio. 

Descrive un mondo succube dei consumi, intrappolato in una macchina economica perversa che genera disoccupazione proclamando contemporaneamente la necessità del lavoro per tutti. Per spezzare questa logica occorre un profondo cambiamento di mentalità, una rivoluzione nel nostro modo di concepire noi stessi e i nostri rapporti sociali. Un mondo senza lavoro, perché i motivi alla base della disoccupazione sono permanenti, non temporanei; necessari, non fortuiti.

Un mondo senza lavoro, perché del lavoro dobbiamo imparare a fare a meno, perché dobbiamo cercare altrove la realizzazione della nostra umanità, modificando bisogni e desideri. E’ poi così utopistico riconoscere che esiste una dimensione di libertà, di ricerca personale incondizionata capace di arricchirci e darci valore? E che proprio di lì potrebbe partire la rivolta contro la catastrofe di una società senza più aspirazioni?

 

Prodena@libero.it

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