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LESSICO EPISTEMOLOGICO di Giacomo Gava
Forse concepito per gli studenti dei due Dipartimenti di psicologia dell’Università di Padova (in cui Gava insegna filosofia della scienza) alla fine questo lessico si rivela meno modesto di quanto voglia apparire. In effetti uno studioso in possesso dei soliti quattro o cinque dizionari di filosofia o di qualche Cd rom, potrebbe snobbare la ricerca di Gava, ma commetterebbe un errore, perchè, invece, contrariamente ai dizionari canonici, questo “lessico Epistemologico” ha due segni positivi che lo caratterizzano: la sinteticità delle voci e una stringatezza completamente aggiornata delle risposte, cioè la manipolazione dei dati è essenziale e funzionale alla risposta immediata di cui il consultante quasi sempre ha bisogno. A parte i vantaggi di rapidità e aggiornamento di chi ricerca una voce per lavoro o per studio (magari solo perchè ha amnesie o confusioni improvvise) perchè la scelta di Gava di rifare o aggiornare proprio il lessico epistemologico, che già era stato pubblicato nel 1992? perchè anche se Gava non lo ripete, sappiamo tutti che il problema del linguaggio e del metodo sono oggi fondamentali non tanto (e non solo) per capirci ed avere una piattaforma comune, quanto per uscire dall’approssimazione intorno ai concetti stessi. Ecco perchè “scienza ed epistemologia sono oggi inscindibili” e non si può fare scienza senza epistemologia e viceversa, nel senso che l’epistemologia ha assunto il controllo (talvolta esagerato, bisogna dire) di ciò che avviene nelle scienze: procedure, metodi, ipotesi, validità delle interpretazioni. Se tra parentesi abbiamo usato il termine “esagerato” non è senza ragione. L’asservimento al metodo, già riconosciuto da Nietzsche, rappresenta il pendant negativo dell’epistemologia stessa, perchè uccide il pensiero filosofico. Il filosofo (vero) imbrigliato da un metodo rigoroso, rischia di soffocare e di privarsi di quei momenti fenomenologici che sono nella intuizione e nella percezione inconscia, poichè è obbligato a restare nei binari di una ortodossia calata dall’alto.. Per farla breve, la filosofia si costringe ad un riduzionismo legalizzato dall’accademia, pur riconoscendosi la necessità di un metodo senza il quale ogni discorso diventa illeggibile. ora, se tutto ciò è comprensibile nella scienza fisica, lo è meno se si applica alla filosofia e alla stessa psicologia di relazione. Insomma, se darsi un fondamento ed un metodo risponde ad un criterio di verificabilità dell’intero percorso ragionativo, bisogna sempre stare attenti che tutto ciò non diventi una prigione, come accade a tanti nostri amici e colleghi, incapaci di spiccare il più piccolo salto e dunque di restare terra terra, nonostante le grandi capacità intellettuali che si ritrovano.
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