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IO, VESCOVO ESORCISTA. Andrea Gemma Mondadori 2002 pagg. 210 E. 15
Come ci avvisa il risvolto di copertina, Andrea Gemma è l’unico vescovo che “pratica abitualmente l’esorcismo ed è quindi ragionevole che egli affermi che “il diavolo esiste e io l’ho incontrato”. Il diavolo vero in carne e ossa, cioè il diavolo che possiede i corpi e li assoggetta alla sua volontà. Non, dunque, un diavolo da leggersi come metafora o paradosso del non-bene, ma come effettiva esistenza di angelo caduto, secondo la tradizione biblica. Libro affascinante, quindi, misterioso, ma alquanto improbabile. Libro dotto e in linea con l’insegnamento della Chiesa anche se in alcuni punti ne prende le distanze. Per esempio nella polemica di Don Gabriele Amorth, altro famoso esorcista (come Monsignor Milingo che tanti grattacapi ha dato alla Chiesa). il quale rimprovera al nuovo Rituale degli esorcismi, uscito in italiano nel maggio del 2001 a cura della Conferenza Episcopale italiana, una serie di omissioni causate dal fatto che gli estensori non avevano esperienza a redigere un tal tipo di rituale. A leggere questo libro l’impressione che si prova è quello di un ritorno al medioevo e ad un armamentario di scongiuri, influenze diaboliche, preghiere e riti che sorprendono la nostra modernità proprio nei luoghi della ragione che ci siamo scelti come studiosi. Intendiamoci, non si nega il paranormale in sè, nè il trascendente, ma il fondamento stesso per cui dovrebbe esistere il diavolo quale controparte del divino anche perché ci troviamo a confrontarci con i soliti dogmi diventati risibili elementi di una dialettica impossibile. Da un lato, per esempio, si accetta la presenza paranormale del diavolo e dall’altra si rifiuta il paranormale come categoria fenomenica quando esso non coincide con la dottrina cattolica. Un po' troppo comodo, direi, per chi vorrebbe discutere in maniera razionale che significa anche buona logica e non certo scientismo esasperato. (E.G.)
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