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DIALOGHI SULLA RELIGIONE NATURALE David Hume A cura di Domenica Attanasio Einaudi, 1997, pagg. 395, Lire 24.000 "Sono o piuttosto ero (perchè questo è il tono che ora debbo usare per parlare di me, anche per avere il coraggio di parlare dei miei sentimenti), ero, dico, uomo di indole mite, padrone di sè, di spirito aperto, socievole, allegro, capace di devozione, poco incline all'inimicizia, e di grande moderazione in tutte le mie passioni. Anche il mio amore per la fama letteraria, una passione dominante, mai modificò il mio stato d'animo, nonostante le mie frequenti delusioni. La mia compagnia non dispiaceva alle persone giovani e spensierate, così come agli uomini di studio e di cultura e, dato che ho ricevuto particolare anche dalle compagnie di donne modeste, non ho ragione di dispiacermi del modo in cui sono stato accolto da loro". Il 18 aprile 1776 così scriveva di sè David Hume in una sorta di autobiografia (che più un auto-necrologio) sintetica e dallo stile affascinante più o meno presente in tutti i "Dialoghi sulla religione naturale" uscito per i tipi di Einaudi con testo inglese a fronte, a cura di Alessandra Attanasio che ha realizzato un lavoro esemplare. Il carattere di Hume - il filosofo empirista che nacque a Edimburgo nel 1711 e lì morì nel 1776 - che appare nel suo paradossalmente civettuolo testamento finto-modesto (e quindi alquanto narcisista), il carattere, si diceva, poi lo ritroviamo nel suo stile comunque bene articolato e suadente. Il libro che ora abbiamo nelle mani è un testo ricco di annotazioni di Alessandra Attanasio che scrive anche un lungo, chiarissimo saggio introduttivo (quasi un libro nel libro). Ma a parte la traduzione, Attanasio vi ha aggiunto informazioni, bibliografia, note, lettere tra Hume e gli amici, il testamento, interviste, trasformando "I dialoghi" in un crogiolo raffinato e da servire ai buongustai. Il contenuto del libro è ovviamente superfluo per gli addetti ai lavori. Per gli altri, come risulta brevemente dalla copertina, "utilizzando la classica formula del dialogo platonico, Hume confuta l'esistenza di Dio apportando motivazioni filosofiche all'analisi politica del ruolo che la religione ha avuto nella storia inglese, con il suo carattere di intolleranza, discordie civili, persecuzioni, stermini". Inutile dire che il libro di Hume, suscitò la violenta opposizione dei prelati dell'epoca.
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