FONDAMENTALISMO CATTOLICO

 

CONFERENZA di Corrado Piancastelli, con Ludovico Martello, Ernesto Paolozzi e Raffaele Prodomo

Tenuta il 22 aprile 1999 presso l'Istituto Italiano di Studi Filosofici

 

Il tema è Umanesimo e Fondamentalismi, ma io voglio cominciare controcorrente, cioè partendo dall’opposto di umanesimo che è il fondamentalismo

Anche perchè dell’umanesimo - come massima espressione di libertà e di visione soggettiva dell’Essere, abbiamo un manifesto: del fondamentalismo - che, ripeto, è il contrario di umanesimo - invece non abbiamo nulla, neppure una definizione decente.

Seguendo l’ordine che ci siamo prefissi, io mi occuperò del fondamentalismo cattolico, Ludovico Martello di quello islamico, Ernesto Paolozzi del fondamentalismo politico e Raffaele Prodomo di quello scientifico.

Avremmo potuto occuparci anche di altri fondamentalismi, per esempio quello psicologico legato al narcisismo, ma allora avremmo dovuto fare un convegno.

Quindi ci siamo dati un limite, ed eccoci qua in bell’ordine, con quattro fondamentalismi tutti importanti per la nostra libertà e per la democrazia in generale.

E’ noto a tutti, credo il caso di Emanuele Severino, espulso anni fa dalla “Cattolica” di Milano ed è sicuramente noto che nell’autunno scorso, dalla stessa Università è stato espulso Luigi Lombardi Vallauri, professore di filosofia del diritto per aver osato affermare che non solo le anime dei cattolici si salvano, ma anche quelle di altre religioni. Meno noti sono altri licenziamenti egualmente illustri: quello di Jaques Dupuis, docente alla Pontificia Università Gregoriana, di don Leonardo Zega, direttore di Famiglia Cristiana, mentre è stato allontanato il padre benedettino Christopher Zielinski per aver organizzato incontri aperti a psicologi, monaci buddisti e islamici, mentre sono state bloccate le pubblicazioni del gesuita indiano Antony De Mello perchè contrari all’insegnamento cattolico e risultano esonerati molti altri cattolici della Nouvelle Theologie e della Teologia della Liberazione. Ovviamente di studiosi minori, minori nel senso di meno noti, non ne sapremo mai nulla perchè non fanno notizia.

Dunque una purga, come suol dirsi. 

In precedenza la stessa sorte era toccata al predecessore di Lombardi Vallauri della stessa cattedra di filosofia del diritto, cioè al prof. Franco Cordero, e prima ancora ad Arturo Carlo Jemolo, un illustre pensatore.

Prima di andare avanti vorrei prevenire la banale osservazione che ognuno, in casa propria, fa quello che crede.

A questa obiezione si può rispondere:

1)- che una Università, come la Cattolica, non è precisamente casa propria, perchè è pubblica, cioè rilascia lauree riconosciute dallo Stato Italiano, avvalendosi di tutti i benefici, compresi quelli economici propri delle pubbliche elargizioni e sostegni statali.

2) - che la Cattolica è su territorio italiano, iscrive studenti italiani (oltre che stranieri) ed ha programmi che sono in linea con l’ordinamento scolastico italiano.

3) - che l’Italia è uno Stato di diritto, vale a dire costituzionale i cui governi sono eletti democraticamente, il vaticano no. Qui sorge il primo attrito che è eticamente forte se solo avessimo il tempo di affrontarlo.

4) - che il giudizio storico è un giudizio fondatamente etico. Se deve passare la tesi che ciascuno in casa propria fa quello che vuole (quindi la Cattolica è una università dello Stato Vaticano, cioè della Chiesa) allora dobbiamo assolvere anche Hitler, Stalin e Mao, dal momento che non ha senso una morale per un pontefice e una morale per i dittatori: nella nostra civiltà di diritto il fine non giustifica i mezzi.

Non desidero, però, entrare nel merito del delitto di etorodossia, quello che è stato imputato a Severino ed a Vallauri, e nemmeno sulla illegittimità di un processo che non ammette neppure il diritto alla difesa e neppure che il processo è avvenuto, di conseguenza, fuori dal Patto Internazionale sui Diritti Civili (patto mai sottoscritto dalla Santa Sede), dunque non entriamo in tutta questa diatriba e soffermiamoci sul significato di ciò che oggi passa sotto la parola “fondamentalismo”. Termine che i cattolici rifiutano, ma che invece si attaglia perfettamente proprio ad essi.

Anzi, così come un’altra volta ho fatto per definire la mappa del narcisismo, così ora faccio per il fondamentalismo, parto cioè dalle osservazioni comuni sul comportamento di quell’apparato burocratico che rappresenta la gerarchia e il primato della Chiesa di Roma.

Intanto il termine “fondamentalismo” non compare  in nessun dizionario o enciclopedia, almeno quelli che ho potuto consultare.

In uno solo compare un movimento di protestanti, con tale nome, agli inizi del secolo. Niente altro. Peraltro lo schizzo seguente è una proposta di definizione  che potremo anche discutere insieme.

Direi che per “fondamentalismo” si potrebbe intendere l’assunzione di un modello teorico-pratico (in base al quale esistono verità incontrovertibili riconosciute tali da soggetti o enti) fondato non sulla ragione o paradigma razionali o sull’esperienza scientifica, ma su presupposti dogmatici definiti verità assiomatiche, spesso attribuite a tradizioni, a rivelazioni o intuizioni considerate assolute, inamovibili e eterne. Normalmente una struttura fondamentalista è auto-investita dall’alto, da un’autorità morale specie se sacra, divina.

La conseguenza pratica è che se si tratta di persone fisiche narcisistiche la propria valenza morale coinciderà con la struttura caratteriale, cioè è la persona che, a causa del narcisismo, riterrà di essere il centro del sistema di relazione e dunque tenderà a gestire autoritaristicamente il suo rapporto con gli altri. Se, invece, si tratta di movimenti, enti, religioni, partiti politici, gruppi, ecc. la valenza morale, dedotta dall’investimento sacrale, coinciderà con il potere gerarchico.

Intanto dovremmo fare prima una distinzione. La scienza in generale non può essere considerata fondamentalista in quanto non c’è un limite alla conoscenza e le verità ultime non esistono in quanto tali. Tuttavia le verità esistono e la scienza, contrariamente alle religioni, può e deve dimostrare ciò che afferma. Ad esempio non ci sono dubbi che il mio cuore mandi in circolo il sangue, oppure che i vaccini siano farmaci totali e assoluti, oppure che la terra giri intorno al sole.

 Invece nell’ambito delle religioni o delle ideologie politiche, perchè si abbia il carattere fondamentalistico è necessario che ci siano le seguenti caratteristiche:

1) - Il carattere dell’auto-definizione, dell’auto-attribuzione di modello assoluto. E’, ovviamente, una investitura fasulla perchè è auto-assunta o dedotta da un’altra autorità che a sua volta si auto-proclama: è il caso dei profeti o dei mistici. Cioè le auto-proclamazioni non sono dimostrabili, perchè non è dimostrabile ad esempio, che Dio esiste.

Nello specifico il Catechismo cattolico recita così: “L’ufficio di interpretare autenticamente la parola di Dio scritta o trasmessa è stato affidato al solo magistero vivente della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo” (pag. 40 cfr. 85).

Dunque un dogma puro e semplice, in base al quale ogni altra religione è implicitamente falsa perchè non riconosce il Vangelo.

L’affermazione è però capziosa. Non basta, infatti, riconoscere il Vangelo, occorre riconoscere anche la gerarchia ecclesiastica, perchè la parola di Dio è affidata solo al magistero che si è autoeletto e definito chiesa “Solo” ha valore restrittivo e significa unico, soltanto.

Infatti la Chiesa Cattolica si autoproclama santa perchè “Cristo ha amato la Chiesa come sua sposa e ha dato se stesso per essa al fine di santificarla, per cui tutte le attività della Chiesa convergono verso la santificazione degli uomini”. (pag. 227, op. cit. fr. 823-824); inoltre è cattolica, cioè universale, totale, proprio perchè è presente Cristo: in tal modo la Chiesa “è inviata in missione da Cristo alla totalità del genere umano”.

Vien subito da chiedersi come ha potuto Cristo, amare la Chiesa come sua sposa, se al momento della sua vita la Chiesa non esisteva ancora.

2) - Il secondo carattere del fondamentalismo è l’arbitrarietà. E’ il caso, già visto prima, in cui “l’ufficio di interpretare autenticamente la parola di Dio è affidato al solo magistero della chiesa, al Papa e ai vescovi in comunione con lui” (pag. 42 cfr. 100). Quel solo esclude ogni dialettica e taglia le gambe alla base. Infatti, recita il Nuovo Catechismo, il popolo di Dio deve accogliere con “docilità gli insegnamenti, le direttrici che vengono loro dati, sotto varie forme, dai Pastori” (pag. 40 cfr. 82), Il Papa recentemente dirà che la base cattolica non conta nulla perchè “la Chiesa non è una democrazia e sulla verità nessuna base può decidere. La verità non è un prodotto di una Chiesa dal basso, ma un dono che viene dall’alto, da Dio”.

3) - Altro carattere è la paradossalità di ciò che afferma. Si pretende l’adesione assoluta e per tutta la vita, di presunte verità non suffragate dalla comune esperienza o da certezze scientifiche o storiche. Intendiamoci, ciascuno di noi aderisce a paradigmi filosofici, a ipotesi culturali, a maestri mistici, a scuole storiche, letterarie, finanche religiose o politiche, ma senza perdere il giudizio critico, con la libertà di cambiare idea o far crescere e diversamente modellare i propri paradigmi. In caso contrario abbiamo il plagio, come avviene nelle ideologie politiche totalitarie, nei nazionalismi esasperati, ecc...

Anche la Chiesa definisce il dogma in una “forma che obbliga - cito il Catechismo - il popolo cristiano ad una irrevocabile adesione di fede” (pag. 40 cfr. 88) con una autorità che gli verrebbe da Cristo, in base alla quale ordina comportamenti quotidiani, accettazione di principi non scritti nel Vangelo, e comminazione di pene eterne come l’inferno e pene terrene come le inquisizioni.

4) - Il quarto elemento di un fondamentalismo è l’indimostrabilità degli assunti di base. Ciò non vale solo per le religioni, ma anche per la logica della filosofia e per gli asserti scientifici e della politica.

Il principio che la ragione deve assumere è che, in mancanza della prova certa (per esempio che il cuore spinge il sangue nelle arterie) ogni logica può sempre cedere ad una logica più sopraffina finchè della logica di base non se ne abbia prova certa. In assenza di questa la scienza crea il paradigma che è un modello logico e anche in parte operativo. Per esempio l’aspirina e la vitamina C vengono prescritte senza che si sappia esattamente dove arriva il suo ufficio terapeutico e con quali meccanismi.

Cioè non c’è dubbio che la vitamina C faccia bene ma non sappiamo “quanto” faccia bene ed a quali classi di malattie faccia sicuramente bene.

Quindi il principio di indimostrabilità (se con esso non si costruisce neppure un paradigma scientifico o filosofico) è un arbitrio illogico, non una ipotesi logica.

Voglio dire, a questo punto, una cosa. Con ciò non si vuole affatto negare che esiste una dimensione interiore racchiusa in un mistero. Per quanto ci riguarda (a noi, fondatori di Uomini e Idee) portiamo avanti, ad esempio, il paradigma dell’Anima consapevoli però che si tratta di un paradigma continuamente correggibile, plastico, modificabile: cioè un paradigma che viene continuamente riletto con i filosofi della mente e si confronta con le neuroscienze.

 Un paradigma, al massimo, può spingersi verso il probabile altamente probabile. Gli manca la certezza assoluta, ma non vuol dire che è falso a priori.

Alcuni di noi hanno una fede maggiore o minore verso questo paradigma, ma questo rientra nel gioco dialettico della ricerca. Tra l’altro, in un eventuale confronto, abbiamo da apprendere dagli avversari di questo paradigma più di quanto si possa imparare da quelli che vi credono più o meno ciecamente.

Con la Chiesa questo lavoro dialettico non si può fare. Il Potere cattolico ha ragione e basta. Chi discute è in già in serie B ed è evidente che c’è molta disonestà intellettuale in questa impostazione del rapporto, dal momento che i principi base non possono essere assoggettati alla discussione. Una volta i dissenzienti erano considerati eretici, eterodossi, e messi al rogo dopo essere stati spogliati dei loro beni.

5) - Da qui all’illogicità, che è il quinto punto, il passo è breve.

Un fondamentalismo ha il carattere dell’illogicità proprio in opposto a logica. L’illogicità è la conseguenza dell’irrazionalità: i due sostantivi sono paralleli.

Un fondamentalismo è illogico e irrazionale perchè non è fondato su nulla, sicchè etimologicamente è il contrario di fondamenta, dal momento che contrariamente all’etimo, non poggia  che su se stesso.

Le religioni dogmatiche infatti, come costruzione razionale non hanno basi, perchè ciò che affermano non è dimostrato. Questo non vuol dire che una religione sia deliberatamente una truffa, ma una falsificazione sì, quando chiede di essere accettata al di fuori del principio dialettico e razionale e si assume diritti come quelli di comminare pene e stabilire criteri di valori.

Infatti una filosofia che discetta sulla concreta possibilità che Dio esista, è pienamente accettabile, ma non più quando nella filosofia si insinua la fede, perchè tra fede e ragione non potrà mai esserci accordo, almenchè non si abbia fede nella ragione.

6) - L’irreversibilità è poi il dramma vero di qualunque fondamentalismo. Un fondamentalista è praticamente in una trappola. Non può più tornare indietro, non può correggersi, non può dire ci siamo sbagliati in questo o quest’altro. E’ vittima di se stesso. E’ vittima del suo assioma di essere portatore di verità assoluta. Deve andare avanti verso la sua autodistruzione senza potersi correggere perchè se lo fa deve rinnegare parti di sè.

In particolare il Cattolicesimo, poi, vive un doppio dramma. Non solo quello di essersi proclamato come unica verità e di considerarsi erede di Cristo ma anche il dramma di considerare infallibile il suo pontefice.

Come fa il papa a retrocedere sui principi se si è definito infallibile per duemila anni? Come potrebbe rivedere concettualmente i propri dogmi se essi promanerebbero dall’infallibilità del papa e quindi da Dio stesso?

Concludo rapidamente.

L’impostazione fondamentalista, implicando che una ideologia sia ritenuta l’unica verità fa conseguire diritti impropri di dover predicare e convertire gli infedeli. Nel caso dei cattolici ciò è addirittura sancito teologicamente. Per cui l’ideologia, qualunque essa sia, assume le seguenti ulteriori caratteristiche:

- organizzazione totalitaria di vertice con una gerarchia ferrea che dominata un capo infallibile. Ovvero un capo che nomina la gerarchia di motu suo fra gregari fedelissimi all’ortodossia (vedi oltre religioni, le gerarchie comuniste, naziste, castriste, ecc.)

- intolleranza al pensiero altrui (vedi le guerre di religioni e le guerre coloniali)

-  Pregiudizio (per cui gli altri sono moralmente inferiori).

- la difesa di sè attraverso la condanna e la persecuzione dei dissenzienti definiti eretici (il rogo, l’inquisizione con la confisca dei beni, la uccisioni di massa, i lager)

- lo sterminio di interi popoli definito civilizzazione dai governi totalitari (per es. gli ebrei) ed evangelizzazione dalla Chiesa, fino alla distruzione fisica di civiltà, per esempio quella azteca, per citarne solo una o le guerre di religione come le crociate.

- l’assenza di libertà degli adepti, definiti fedeli dalle chiese e affiliati in altre occasioni; il tradimento viene punito con la scomunica, una volta con il rogo e oggi, per esempio dalla mafia, con la morte.

- l’impossibilità di uscire dal sistema. Chi è dentro è in trappola per tutta la vita, marcato a fuoco come i vitelli.

Credo di aver dato un quadro generale sul fondamentalismo sul quale converrà ritornare. Penso sia evidente che qualsiasi verità ultima, escludendo l’intervento dialettico della ragione, rappresenti sempre un’offesa alla libertà, cioè al bene più prezioso che come uomini liberi pensiamo si possa avere.

 

prodena@libero.it

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