EDITORIALE

IPOCRISIA MILLENARIA E FECONDAZIONE ETEROLOGA

                                                           

di Corrado Piancastelli 

         Supponiamo che, io donna, abbia un marito impotente e desideri un figlio. Mio marito è consenziente a che io riceva uno spermatozoo da un estraneo. Entrambi ci accordiamo che da grande questo essere non sappia mai del nostro problema privato.

         Ora ho due possibilità: andare da un medico e farmi depositare nell’utero uno spermatozoo o un embrione congelato, oppure incontrare uno sconosciuto e farmi depositare in vagina i suoi spermatozoi.

         Prima domanda: in entrambi i casi l’incontro con uno sconosciuto spermatozoo è fecondazione eterologa o no? E lo è per il solo fatto che non si tratta di mio marito o per qualche altro sconosciuto motivo?

         Tutti gli uomini passano da una posizione eterologa ad una legittima per il solo fatto di essere sposati?

         E i conviventi in che posizione si trovano?

         E’ evidente che non stiamo parlando di sentimenti ma di procedure di fecondazione. Se mettiamo sul tappeto i sentimenti l’imbarazzo è ancora maggiore, perché la maggior parte  delle nascite è casuale e l’accoppiamento non ha nulla da spartire con i sentimenti.

         Quanti figli sono eterologhi considerando che la maggior parte delle donne tradisce il partner e verosimilmente il 50% dei figli proviene da rapporti adulterini?

         La discussione è aperta e la stanno portando avanti molti intellettuali fra i quali il nostro Emanuele Severino il quale si chiede (Corriere della Sera del 28 giugno) se per i cattolici è meglio che gli esseri umani nascono (anche se con tecniche eterologhe) o se restino per l’eternità nella non esistenza “lasciandoli definitivamente nel nulla”.

         I cattolici e non cattolici che sono figli adulterini (e quelli eterologhi) senza saperlo, avrebbero preferito non essere mai nati?

         E’ talmente stupida la tesi che potremmo restare scioccati sapendo di essere il frutto di tecniche eterologhe, che dovremmo finanche  rifiutarci di discuterla. Il miliardo di esseri viventi che nel mondo si ammala di depressione, non proviene da nascite naturali e non eterologhe? I dodici suicidi al giorno che si verificano in Italia non provengono da famiglie cattoliche che avrebbero avuto quei figli da accoppiamenti non solo eterologhi ma addirittura con la benedizione del prete e quindi di Dio stesso?

         Cosa rispondono i cattolici a tutto questo?

         E cosa ci dicono di fronte alla violenza che si consuma tra le pareti domestiche di coppie cattolicamente sposate e laddove i figli sono proprio il frutto di queste violenze o semplicemente di coiti non protetti per cui si nasce più spesso per causalità che per amore?

La tragedia culturale dell’Italia non è di essere cristiani, ma cattolica. Con l’aggravante di avere il papa in casa  e tutto l’apparato ecclesiastico praticamente nei posti di potere che contano: o direttamente gestendo scuole e controllando i mass-media, parroci, circoli culturali, o indirettamente utilizzando i partiti politici che siedono in parlamento, in cambio di voti. E’ stato così dall’inizio della storia della  nostra penisola e così è continuato anche quando c’era il fascismo, quando abbiamo avuto governi di centro-sinistra e continua ora peggio con la destra al potere.

         E’ una iattura con la quale dobbiamo purtroppo convivere e contro la quale stare sempre all’erta, perché sia conservata la democrazia pubblica e la libertà privata.

         La fecondazione eterologa non è passata in parlamento perché la chiesa non l’ha voluta. Questo è il fatto, il resto è solo chiacchiericcio inutile.

         La chiesa è sempre arroccata sui suoi vetusti pregiudizi e continua ad infilarsi ormai neppure più di soppiatto, insieme al cosiddetto occhio di Dio, nelle camere da letto e nel privato delle famiglie partendo dal principio di possedere un diritto e una investitura divina e, di conseguenza, di stabilire le norme morali.

         Qualcuno dovrebbe spiegarci qual’è la differenza tra un figlio che una donna potrebbe partorire accoppiandosi con uno sconosciuto e quello che può avere attraverso un embrione altrettanto sconosciuto.

         E non si dovrebbe anche smetterla di alludere ai figli quali prodotti dell’amore, quando tutti sappiamo che provengono da un atto di desiderio sessuale e che l’amore ha poco da spartire con gli atti corporali? 

         Menzogne, ipocrisie, cecità e irrealtà continuano ad esserci propinati da secoli.

         Come scriviamo nel numero dell’aprile 2002 della nostra rivista omonima ma cartacea, non c’è gran differenza tra il fondamentalismo islamico e quello cattolico.

Entrambi rappresentano la vecchia classe di potere religioso che, di fatto, impediscono l’uso delle libertà personali che sono, nella fattispecie, l’uso del proprio corpo e dei propri embrioni.

Gli embrioni non appartengono a Dio né alle religioni. Essi sono il prodotto fisiologico di uomini e donne in carne ed ossa, cioè di persone giuridicamente riconosciute come individui e solo essi possono e devono risponderne come soggetti. 

La morale soggettiva é quindi un valore individuale che deve essere assolutamente sottratta al valore pubblico, quando non si incrocia con il diritto costituzionale di uno stato democratico e laico.

         Posti questi paletti ogni altra discussione è puro esercizio retorico. Ecco perché anche noi ci fermiamo qui evitando di discendere in polemiche sottili che, posti i paletti, sono già false in partenza.

 

Prodena@libero.it

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