EDITORIALE

 

ALL'ORIGINE DELLA DISFUNZIONE ESISTENZIALE.  

I NUOVI  STRESS

 

di Corrado Piancastelli

      L'Istat ci informa che un ragazzo trascorre davanti alla televisione anche sei ore al giorno e sta crescendo una generazione, al disotto dei quattro anni,  che non può più fare a meno della televisione.

   Tradotto in termini psicologici l'uomo sta progressivamente ma sicuramente perdendo la capacità di una vita interiore, trasferendo il proprio sé nell'oggettivazione delle cose che altri costruiscono per lui per trasformarlo in merce.

    Secondo lo studio del Washington Strategies Group, per il 2005 si prevedono, sulle strade americane, 17 milioni di autovetture dotate di sitema Gps (TV, Internet, lettori MP3 o Dvd, minifrigoriferi intelligenti e poltrone con massaggi vibratori, ecc.) e intrattenimenti vari. Lo studio americano ricorda che ogni automobilista americano trascorre, ogni anno, ben 500 ore nell'auto. Un italiano passa, nel corso della sua vita, sette anni seduto in auto, due dei quali in cerca di parcheggio. E' proprio tenendo conto del lungo tempo che si trascorre del lungo tempo che si trascorre in auto, che le case automobilistiche  stanno già pensando, per far superare la noia, che la sola radio non basta e occorrono sistemi multimediali d'intrattenimento che comprendono video e giochi elettronici, addirittura con due sistemi distinti affinché le diverse persone nell'auto - specie i bambini - possono godere di diverse opzioni.

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   Uno studio recentissimo dell'Istituto Europeo di Psicoanalisi ha messo in evidenza che nel 27% delle famiglie esiste una spiccata competitività fra genitori e figli causata dal fatto che gli adulti accettano male l'idea che i figli, nella vita, possono essere più bravi di loro - o siano più giovani - per cui mettono in atto strategie per restare al loro livello anche dal punto di vista estetico. Questo fattore é da considerarsi un'aggiunta ai problemi  già esistenti all'interno delle coppie che, nell'ultimo anno, hanno triplicato le rotture. Sempre l'Istat ci conferma che i divorzi e le separazioni sono in forte aumento. Nel 1980 le separazioni annuali erano state 29.462  e i divorzi 11.884. A crollare sono specialmente le coppie che si sposano giovani a meno di 24 anni e più resistenti quelle con lei 30-34 anni e lui 40-44, seguiti dalla combinazione 25-29/3034. La durata media dell'unione é attestata sui tredici anni, nel nel 20% delle coppie separate si scioglie entro i primi cinque anni.

    La maggioranza delle donne si separa per stanchezza e per avere compagni noiosi e scontati con scarso eros, mentre gli uomini considerano le compagne ipercritiche, petulanti e sciatte. Nella maggioranza dei casi la coppia resiste non grazie all'amore, ma per abitudine o per scrupolo, in una miscela di ripetitività stucchevole, di pigrizia, di paura del nuovo e nell'angoscia di restare soli. Il momento critico per l'uomo é intorno ai 40 anni, per la donna a 30 e a 50 anni: intorno a questi anni la persona, maschio o femmina si accorge che la vita é stanchevole ed é il momento per darle una svolta. Sta ora avanzando un nuovo pericolo: il computer che sta diventando un amante virtuale sotto le lenzuola perché prefigura tradimenti e desideri inconsci in cui il partner ufficiale  viene messo da parte. Probabilmente questo rischio potrebbe essere aggirato con la complicità della coppia, con un interesse comune di scoprire un nuovo piacere mentale attraverso un chattare comune che non  escluda e non separi i partners e che potrebbero alimentare un nuovo modo di sviluppare l'eros.

    Il discorso é ovviamente ancora a monte ed é rappresentato dal momento della scelta durante il quale i partners dovrebbero capire, attraverso un'impietosa analisi, se il loro é amore (che rappresenta un bisogno patologico) o attaccamento abitudinario (che rappresenta un bisogno psicologico). Qual'é la differenza? L'amore è un sentimento che riconosce nell'altro una persona autonoma, libera e indipendente, l'attaccamento abitudinario é un bisogno che riconosce l'altro come un oggetto da conformare al proprio modello: da qui la possessività e la gelosia. Su questi temi "Uomini e Idee" conta di tornare più volte e in modo anche più analitico.

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    I giovani di oggi sembrano avere tutto. Ma é veramente così? Hanno il telefonino in tasca, il computer e il televisore nella propria camera, spesso un motorino o un'auto, cenano da Mac-Donalds, fanno sesso senza crearsi problemi. Eppure non hanno la cosa fondamentale, un rapporto dialettico e affettivo non mistificato con i propri  genitori. La famiglia è in crisi più o meno totale, lo confermano  anche le indagini cattoliche commissionate all'Università di Bologna, mentre il Censis e la IARD hanno accertato, su base scientifica, che la famiglia non sa più trasmettere valori.

    A Roma, nel novembre scorso, l'Istituto Europeo ha presentato il "2° Rapporto Nazionale sulla condizione dell'Infanzia, della Pre-adolescenza e dell'Adolescenza". Il rapporto ha confermato i dati emersi negli ultimi anni in varie ricerche mondiali: la presenza ossessiva dei ragazzi davanti al televisore, il condizionamento della pubblicità  fino al 75%, il ritardo mentale dovuto a tale condizione e che sposta la capacità cognitiva fino a 4-5 anni, la crescita dell'ansia e della depressione con uso di farmaci, tranquillanti  utilizzati quasi dal 10% dei giovani, la presenza di valori negativi trasmessi, come l'egoismo, il sopruso, la furbizia, l'edonismo, il disinteresse verso la comunità, il non rispetto delle leggi (fino al 70%).

    In Italia 6 milioni di persone soffrono clinicamente di depressione e 12 persone al giorno si suicidano. C'é ancora margine per una qualsiasi salvezza? 

   Eppure il 50% degli italiani crede nell'auto-realizzazione e il 60% nella libertà. Ma come dovrebbero raggiungere l'auto-realizzazione senza modelli concreti, senza esempi sul campo, senza genitori maturi capaci di rappresentare valori laici e sociali, impegno e riferimento per chi ha bisogno di ancorarsi e di far crescere la propria identità?

   Il Rapporto ASPER del 2000 ha messo in evidenza che il  43,50% dei ragazzi maschi e il 60% delle ragazze sono costantemente nervosi e il 50% circa di entrambi i sessi é infelice e depresso con un senso costante di stress e la sensazione che tutto crolli addosso (39%). Per non parlare della disoccupazione che incomberà nel mondo futuro in maniera ancor più massiccia di oggi anche per l'aumento sia della vita media che della popolazione mondiale.

    Gli impegni futuri saranno enormi. Purtroppo non si intravede ancora una cultura capace  di far invertire la rotta, una cultura (dovrebbe formarsi nella scuola) capace di innescare meccanismi di crescita della maturità e dell'auto-responsabilità con una forte identità che garantirebbe i giovani e gli adulti da una fragilità che li espone a tutte le alienazioni ed a tutti i condizionamenti.

     In assenza di tutti questi co-fattori di stabilità psichica non possiamo sorprenderci troppo se le reazioni si chiamano depressione, suicidio, tossicomanie, devianza giovanile, criminalità, crisi della coppia, sofferenza psichica dalle nevrosi (in costante aumento) fino alle psicosi, aumento dell'impotenza maschile, malattie psicosomatiche e via di seguito,  in un crescendo che si maschera nel perbenismo sociale che in tal modo copre la scena privata in cui tutti questi drammi si consumano e di cui veniamo a conoscenza solo quando coinvolgono drammaticamente le cronache  quotidiane sconvolgendo la nostra falsificata tranquillità.            

 

Prodena@libero.it

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