Ebraismo

 

La Bibbia e le testimonianze archeologiche fanno risalire la religione degli ebrei al culto familiare dei patriarchi. Il patriarca Abramo entra in rapporto religioso con un proprio dio quando lascia la cittā e gli dei (babilonesi o aramei) di suo padre. Il dio di Abramo č un dio vivente che si autorivela e stringe un'alleanza con gli uomini; non ha figura, č signore della natura; la sua risposta alla fede č la promessa di benedizioni (una numerosa posteritā, il possesso della terra, il regno di Dio). La religione dei patriarchi diviene poi la religione delle dodici tribų che si rifanno ad Abramo. Il culto degli ebrei avviene prima in una pluralitā di santuari, poi in un unico santuario centrale, il Tempio. La morale dell'alleanza con Dio č espressa dalla Legge (la Torah) e dal decalogo. La concezione storica del rapporto con Dio si esprime nelle feste che hanno tutte un carattere di "memoriale". La pasqua come ricordo dell'esodo, la festa delle capanne come ricordo della permanenza degli ebrei nel deserto ecc. La principale festa ebraica č rappresentata da Yom Kippur o giorno dell'espiazione. Al memoriale fa riscontro l'attesa del momento in cui si compiranno le promesse e apparirā realizzato il progetto divino (messianesimo). In realtā č improprio parlare dell'ebraismo come di una religione, in quanto la Legge investe con la sua normativitā l'intera esistenza individuale e collettiva di Israele come popolo e come terra (due entitā inscindibili nella concezione ebraica), anche in quegli aspetti che per la mentalitā occidentale sarebbero profani o irrilevanti, e che invece l'ebraismo sottopone ai "precetti" nella duplice intenzione di ricordare in essi la volontā divina e di preservare la distinzione o diversitā imposta dall'alleanza. L'ebraismo non possiede, al di fuori della Bibbia, professioni ufficiali di fede.

 

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