Cristianesimo

 

Termine con il quale si indica la complessa realtà originata dalla persona e dalla predicazione di Gesù di Nazareth, il Cristo.

Il cristianesimo è l'insieme delle chiese, delle comunità, delle sette, dei gruppi e anche delle idee e delle concezioni che, suscitate o enunciate da Gesù di Nazareth, hanno mantenuto come elemento comune, pur in una grande varietà di atteggiamenti pratici e dottrinali,la professione di fede nello stesso Gesù come Figlio di Dio, incarnato, morto e risorto.

Il cristianesimo si rifà all'annuncio della buona novella (evangelo) che Gesù il Cristo ha portato agli uomini. Una delle caratteristiche del cristianesimo è il rapporto essenziale tra dottrina e vita: il Cristo infatti, inseparabile dal suo annuncio, è il momento culminante della rivelazione di Dio agli uomini. La parola che Dio aveva comunicato al popolo ebraico nell'Antico Testamento si è pienamente svelata con l'incarnazione del Cristo. Di fronte alla religiosità giudaica tutta dominata, dopo l'esilio di Babilonia, da una minuta osservanza della Torah, il Cristo si presenta con un messaggio liberante. Egli rifiuta di caricare gli uomini di pesanti osservanze, ma vuole dai suoi discepoli la conversione totale, che nascendo dalla fede e dal battesimo nello Spirito porta l'uomo nuovo a vivere in Cristo. L'osservanza del comandamento dell'amore si realizza per il cristiano nell'imitazione del Cristo, che ha dato se stesso per i fratelli. La realizzazione di questo nuovo modo di essere non è affidata solo alla capacità dell'uomo, ma all'operazione dello Spirito in lui. La presenza del Signore e dello Spirito Santo nella comunità cristiana è continuamente attualizzata dai sacramenti, segni che Cristo stesso ha lasciato ai cristiani per significare la continuità della sua presenza. I due sacramenti accettati da tutti i cristiani sono il battesimo e l'eucarestia.

 

A) Cattolicesimo

 Termine designante in generale la comunità cristiana e, in particolare, la confessione cristiana che si caratterizza per l'organizzazione gerarchica imperniata sul vescovo di Roma, che esercita funzioni di guida (magistero, disciplina, giurisdizione) rispetto ai vescovi delle chiese locali.

La qualifica di "cattolico" acquistò nei secoli una pregnanza crescente che culminò al concilio di Trento, dove venne formalizzata la differenza rispetto ai protestanti e venne formulata su molti argomenti la dottrina cattolica. Praticamente venne affermata la corrispondenza tra chiesa cattolica e chiesa romana. Dopo la riforma luterana, in ambito cattolico la Bibbia divenne una fonte non accessibile alla diretta conoscenza del popolo cristiano e riservata invece ai chierici che presentavano al popolo un scrittura già interpretata (atteggiamento oggi parzialmente modificato, specie dopo il concilio Vaticano II). Caratteristica del cattolicesimo sono anche le formulazioni dogmatiche, che nell'ultimo secolo si sono particolarmente accentrate intorno alla figura di Maria (Immacolata Concezione ecc.) e sull'infallibilità papale, accentuando così la difficoltà di intesa con altre confessioni cristiane. Solo per il cattolicesimo i sacramenti sono sette, e tutti istituiti da Gesù Cristo; distintivo è anche il fatto di considerare la messa come rinnovazione (non ripetizione) del sacrificio della croce. La posizione della chiesa sull'indissolubilità del matrimonio è estremamente rigida.

  

B) Protestantesimo

Termine con il quale si designano il patrimonio dottrinale originato dalla riforma luterana e le chiese e le denominazioni che, facendolo proprio, si staccarono dalla chiesa romano-cattolica a partire dal sec. XVI. Il protestantesimo nasce dal fermento di rinnovazione che investe chiesa e società alla fine del Medioevo e pone in discussione struttura della chiesa, teologia scolastica, forme di culto, metodi di insegnamento ecc.

Forme diverse assunte dal protestantesimo sono il luteranesimo, il calvinismo (prevalenti nei paesi europei) l'anabattismo e l'anglicanesimo. Nelle sue diverse forme è diffuso particolarmente nei paesi dell'Europa centro-settentrionale, in Svizzera, in Inghilterra e negli Stati Uniti.

 

C) Ortodossia

 Termine indicante il complesso delle chiese bizantine che nel secolo V d. C. si separarono da Roma rifiutandosi di riconoscere il primato di giurisdizione del papa. La chiesa ortodossa, organizzata in patriarcati, è diffusa nei paesi dell'Europa orientale (Russia, Bulgaria, Romania), in Grecia, Albania, Cipro. Non esiste nessuna autorità centralizzata, poiché secondo gli ortodossi l'unico capo della chiesa è Cristo.

 

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