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Buddhismo
Termine indicante la dottrina salvifica annunciata dal Buddha, maestro religioso vissuto nel VI secolo a.C. L'insegnamento del Buddha è caratterizzato dal suo radicale orientamento alla salvezza e alla prassi spirituale connessa. Fondamentale per la salvezza è la comprensione esistenziale delle "quattro nobili verità": la verità del dolore, della sua origine, della sua estinzione, e della via che ad essa conduce. L'esistenza viene concepita come catena ininterrotta di vite, cioè come possibilità di incarnarsi in condizione di uomo, o di animale, o di essere infernale, o di creatura celeste. Il buddhismo non riconosce Dio, nel senso di creatore onnipotente. La più antica formulazione della verità riguardante la via per l'estinzione (nirvana) del dolore è "l'ottuplice sentiero": retta opinione, retta risoluzione, retto parlare, retto agire, retto modo di sostentarsi, retto sforzo, retta concentrazione, retta meditazione. Una variante più tarda del buddhismo è il tantrismo, in cui particolare peso assumono le formule magiche e il rituale, oltre a pratiche spirituali accompagnate da simboli sessuali. Il buddhismo oggi ha perduto in parte o totalmente il suo influsso in parti del mondo in cui aveva dominato. In India, Afghanistan e Indonesia è stato soppiantato dall'islamismo. In Cina e nel Tibet è stato avversato dal regime comunista. E' ancora molto presente in Giappone, Vietnam meridionale, e in alcuni territori di Ceylon, Birmania, Thailandia. Negli ultimi due secoli sono sorte diverse comunità buddhiste anche in Occidente.
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