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Il
problema è che alla legge di natura si è sostituita una legge
che non è di natura, alla regolamentazione della vita quale è
in natura, quale viviamo nel regno animale, si è sostituita
l'articolazione di leggi e di modalità operative che si sono
costruite e si possono reggere solo in funzione di controlli che
si chiamano poteri, è questo il punto.
Non
si può fare a meno dei poteri, perché non non si può fare a
meno dei controlli.
Allora
la regolamentazione della vita, della società, delle regole,
delle norme, avviene attraverso i poteri, i quali poiché usano
e sfruttano per diventare poteri, il reclutamento attraverso
l'intelligenza, la furbizia e la capacità di mantenere in piedi
l'organizzazione, fa diventare
facilmente perversa tutta l'organizzazione e d'altra parte tutta
l'organizzazione si regge su una finzione, la politica è una
finzione, è una contrapposizione di parti che potrebbe essere
onesta, intelligente, potrebbe essere sana, ma non lo è mai
perché la Terra appunto è costituita da pochi uomini saggi e
da tutti gli altri che non lo sono affatto.
I
poteri quasi sempre finiscono nelle mani di questi ultimi, ed i
pochi saggi che vogliono fare politica e che quindi vogliono
riorganizzare la politica alla fine soccombono e non riescono.
Nonostante
questo nel corso della storia vi sono stati cambiamenti, ma i
cambiamenti sono avvenuti quando i poteri sono stati abbattuti:
sono sempre state le rivoluzioni o le guerre che hanno cambiato
le costituzioni dei poteri, ma finite le guerre e finite le
rivoluzioni, i sistemi sono come i sugheri, tornano un'altra
volta a galla e sono sempre gli stessi.
Da
un seminario di Corrado
Piancastelli |