| EDITORIALE
SADDUSH o le gioie del potere
di Daina Dini Ho 54 anni, e fin da piccola per mia fortuna i film americani mi hanno insegnato a riconoscere il nemico: cattivo per razza, religione, natura, e intima, forse spirituale vocazione. Il guaio è che in questo mondo perverso dì nemici ce ne sono tanti, sempre in aumento, tanto da rendere a volte ostico, ai giorni nostri, riconoscerli con la prontezza di un tempo. Ma un escamotage logico ci soccorre: basta sapere chi è l'amico che ci protegge e ci salva, sempre, contro tutti, colui che è preposto, per razza, religione, natura e intima, forse spirituale vocazione, alla salvaguardia suprema della virtù. E qui non ho dubbi: è il governo americano. Basterà dunque seguirlo passo per passo, Egli ci illuminerà il cammino. Detta così certo fa ridere, ma chiediamoci quante persone vivono questa situazione, seppure tradotta in termini linguisticamente più accettabili: 10? una cinquantina? più di un centinaio? o cifre ben più preoccupanti? guardiamoci in giro, chiediamo alla gente, ascoltiamo i media, che si insinuano nelle nostre menti abituandole secondo per secondo al veleno dell'obbedienza, e costruiamoci un'opinione in merito: cifre enormi. E la voglia di ridere passa del tutto. La guerra forse non piace o forse ad alcuni piace, ma non è questa la questione. Il problema è riuscire a formarsi una propria coscienza che consenta di sottrarci all'ipnosi mediatica e di valutare con discernimento gli eventi. Questa guerra è stata imposta violentando le menti, con metodi terroristici, gravi quanto le bombe o gli aerei sulle torri, anzi forse peggio, perchè completamente subdoli e tali da deviare la coscienza ed il retto pensare. Chiunque avesse da guadagnare in Irak ha convinto il proprio popolo della santità di una guerra di liberazione, ma non si nota, a pochi giorni dall'inizio del conflitto, che la maggior cura è per i pozzi di petrolio e non certo per quella povera popolazione afflitta veramente dalle sette piaghe, iniziando dai condizionamenti religiosi, e proseguendo con un criminale come Saddam che li affama da sempre per diritto divino, un criminale come il governo americano che li affama per prepotenza, una guerra che ne sbeffeggia la dignità umana, una storia, una terra, un clima difficili, spesso avversi... non ne avevano passate già abbastanza anche senza questa guerra? E adesso intorno a loro incominciano ad esserci solo macerie, le povere case, le misere vesti, auto che da noi non si trovano neppure più dal demolitore, figli invece proprio eguali ai nostri, dilaniati, allucinati, devastati. Come faranno a non diventare belve, col substrato religioso e culturale al quale sono stati allevati, dopo tutto questo? Ed anche se si imbottiranno di tritolo e si faranno saltare le budella da qualche parte, non saranno essi stessi le prime vittime di un pianeta che li ha macinati vivi? E intanto ci scusiamo per non aver portato cibo a chi non se lo può più procurare, ma dovevamo portare le bombe, quindi pazientate, gli specchietti colorati arriveranno con la prossima ondata.E che dire dei soldati americani? li abbiamo visti tutti, belli, attrezzati, tanti cloni di Tom Cruise, gli invincibili, i sicuri, gli addestrati. A vederli nelle loro case prima della partenza quanti -certo non tutti, ma tanti- non avrebbero mai immaginato di venire proiettati all'inferno, ma quello vero? Tutti ricordiamo i volti dei prigionieri, ragazzini desolati, abbandonati, terrorizzati. Chissà quanti di loro sanno che la famiglia Bush e la famiglia Bin Laden sono i due maggiori azionisti del medesimo ricchissimo fondo internazionale? Notizia che invece la nostra libera TV di stato ha commentato dicendo che la famiglia Bin Laden non è in definitiva Osama Bin Laden. E dopo i primi massacri, quando l'opinione pubblica è pronta e calda, ecco velocemente la richiesta esorbitante di fondi, che aggiunti a quelli che arriveranno col petrolio, sono veramente un bel po'. Soldi e parole, parole e soldi, inganni ed ingenuità, chi comanda e chi subisce e ubbidisce, ma alla fine ce ne sono tanti -troppi- che pagheranno ben più che denaro per questi sporchi giochi di poche avide carogne. Chi è dunque il cattivo? E' la domanda che è perversa, perchè presuppone già in sè una possibilità di opzione. Tra Saddam e Bush io direi proprio Saddush. E' proprio colpa sua.
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