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Filosofia : EDITORIALE
Intuizione, creatività, anima di Corrado Piancastelli Questa é la sintesi di più lettere condensabili nella seguente domanda: Che cosa si conosce sull'intuizione e sulla creatività? Molti artisti affermano che é un momento magico durante il quale arrivano intuizioni e altri in cui la mente sembra completamente ferma e non riesce a produrre significati capaci di dare stimoli creativi. L'intuizione creativa é solo il terminale di processi inconsci che elaborano informazioni oppure é vero che l'inconscio creativo é stimolato da un dio, come diceva Socrate?
Il lavoro dell'inconscio Il cervello capta informazioni a nostra insaputa. Questo ormai é un dato certo. Tra l'altro la diagnostica per immagini (che rende visibile l'attività cerebrale in corso) ha anche confermato l'esistenza delle percezioni subliminali, quelle che si svolgono, cioé, senza processi coscienti da parte nostra. In Francia l'equipe del Prof. Stanislas Dehaene di Orsay é riuscita a dimostrare che se si presenta una parola o un'immagine per 43 centesimi di secondi (un tempo, dunque, brevissimo che l'occhio umano non riesce a vedere) il cervello é in grado di riconoscerla anche se il soggetto é cosciente di non aver visto nulla. Queste esperienze vengono elaborate in parallelo alla coscienza, cioé si realizzano su un binario alternativo, dimostrando che insieme all'attività razionale, noi viviamo con stimoli inconsci e automatici in cui molte informazioni viaggiano a nostra insaputa. Quindi si può percepire senza che la coscienza lo sappia, senza che se ne renda conto. Peraltro, secondo la teoria freudiana il nostro inconscio é enormemente più ricco della coscienza (il famoso esempio dell'iceberg) per cui é legittimo dedurre che c'é molto più inconscio che coscienza. Secondo altri la coscienza é un piccolo rivolo rispetto al fiume della nostra interiorità di cui non abbiamo alcuna consapevolezza. Una ulteriore conferma ci viene anche dallo studio degli epilettici ai quali era stato chirurgicamente disconnesso l'emisfero sinistro da quello destro: tutto ciò rappresenta una prova, a livello scientifico, che possediamo un livello intuitivo che si produce nell'emisfero destro e che può inviare messaggi all'emisfero sinistro anche se viene reciso il corpo calloso che unisce i due emisferi. Ora la questione é in questi termini: o, come ritengono alcuni, la mente continua a cercare soluzioni anche senza la compromissione della coscienza (per esempio, formulare ipotesi in risposta a domande, provocare stati di conoscenza autonoma, ecc.) che la coscienza umana poi riceve sotto forma di intuizioni creative (nel sogno o in stati modificati di coscienza) oppure la mente attinge anche ad altri livelli di realtà, paralleli alla coscienza intesa come elaborazione culturale. E', in pratica, questa la situazione. In ambedue i casi vi é compromesso l'inconscio perché nell'inconscio non vige lo spazio-tempo, non vi sono censure e inibizioni per cui le idee hanno la possibilità di costruirsi e di elaborarsi in assoluta libertà per poi riapparire come percezione intuitiva extrasensoriale qualunque sia il significato che vogliamo dare a questa parola.
L'intuizione extra-sensoriale pura Ma come ulteriormente spiegare, in questo contesto di premesse, l'intuizione o creatività di cui la mente non ha precedenti informazioni? La scienza ortodossa ritiene che l'intuizione potrebbe essere l'esito di una incubazione a cui segue l'illuminazione. Ma l'incubazione implica una manipolazione inconscia di dati e informazioni preesistenti mentre l'atto creativo puro non si presenta come pre-stadio incubativo cui segue la soluzione. La linea di confine é sottilissima, ma in entrambi i casi ci troviamo di fronte all'apparire di una seconda facoltà conoscitiva, la cui elaborazione é sottratta alla coscienza. Ad esempio, i sogni, gli atti creativi, le intuizioni, le percezioni trascendentali, il pensiero mistico, ci presentano il mistero di un tipo di logica e di fonte primaria nella quale non vigono le leggi binarie della fisica e le regole grammaticali e sintattiche del linguaggio corrente. Possiamo, sia pure sommariamente, elaborare una ipotesi minima. Se uno scienziato sta elaborando un problema é pensabile che l'inconscio lavori su un tema per così dire assegnatogli, ma se l'emergere del linguaggio alternativo non é la risposta a un problema manifesto,come nel caso di una percezione artistica, le cose cambiano. L'artista non manifesta i dati pre-selezionati in un problema, egli semplicemente esegue sotto la spinta di una costruzione che si svolge a sua insaputa sul foglio bianco o sulla tela. Se l'inconscio presenta una produzione significante non prevista (l'autore correggerà poi, rielaborando l'atto creativo) é in atto un processo autonomo che conferma l'esistenza parallela di un lavoro altamente sofisticato e astratto diverso dalla coscienza anche perché ciò che appare non ha i caratteri della costruzione linguistica ma conserva la sua informalità astratta molto spesso a-linguistica (che é, appunto, l'intuizione creativa). Puccini, ad esempio, scrisse che "la musica di quest'opera (la Madama Butterfly) mi fu dettata da Dio: io funsi semplicemente da strumento nel metterla nero su bianco e di trasmetterla al pubblico". Al di là della fede di Puccini, questa ammissione coincide con quella di quasi tutti i creativi i quali ammettono, pur mal volentieri, che le loro "massime ispirazioni provengono "da un punto che non sono io", al di fuori di se stessi, oppure da qualche altra forza o essere: così, oltre Puccini, Cartesio, Kekulé, Tesla, Brahms, Gauss, Shelley, Ciajkovskj, Goethe, Blake, Strauss, Beethoven, Otto Lewi, Stevenson, Tartini, Nils Bohr, Einstein, Coleridge, Langfellow, Kipling, Mozart, Wagner, Poincaré, Mendelev. L'elenco può facilmente diventare lunghissimo a dimostrazione che l'ascolto interiore (se si impara a praticarlo) consente l'apparire di una seconda coscienza la quale dimostra a sufficienza che essa é molto più capace di quanto si suppone, e finanche superiore alla coscienza ordinaria.
Il significato di anima Si pensi che su 83 premi Nobel della scienza e della medicina ben 72 hanno in più occasioni ammesso che l'intuizione ha avuto una parte fondamentale nel loro lavoro. Il grande scacchista Garry Kasparov con l'intuito e con l'esperienza batté il famoso computer Deep Bleu che era capace di trovare 200 milioni di mosse al secondo. Molti degli autori prima citati hanno ammesso di essersi vissuto il processo intuitivo addirittura in stato di trance attingendo ad una sorta di banca dati che in alcuni casi diventa l'archivio dell'incubazione, ma che in altri l'evidente originalità non é interamente spiegabile in tali termini: si pensi, ad esempio, all'intuizione trascendentale, all'origine della filosofia creativa, alla poesia, all'invenzione. Di comune, tutti questi fenomeni é che essi non sono spontanei se non in determinate condizioni. Non ci si può aspettare che l'intuizione arrivi in soggetti che non siano predisposti culturalmente o attentivamente. A nessuno di noi, che non sia un ricercatore matematico arriverebbero mai le intuizioni di Poincaré o, non essendo un pittore, l'ispirazione della Cappella Sistina, o, non coltivando la poesia si possa scrivere la Divina Commedia. Sembra che la coscienza debba diventare di tipo percettivo-sensitiva e fondarsi su un desiderio di astrattezza cognitiva simile allo stato di trance sciamanica. Sembra necessario, dunque, predisporsi all'interno di un sistema di vita non convenzionale perché é questa tipologia esistenziale che apre il canale alternativo. Ma al di là degli aspetti neuroscientifici e psicologici, é l'apparire di uno scenario trascendentale che sorprende perché esso é molto simile a quello descritto dai mistici. A cosa allude questo scenario? E' davvero pensabile che l'apertura di una seconda coscienza attinga ad un mondo che é al di là del linguaggio e della cultura, al di là della realtà socio-antropologica che conosciamo? Vi sono molti altri fenomeni che avallano questa ipotesi, per esempio le capacità telepatiche e chiaroveggenti di cui é accertata la realtà, quelli relativi alla pre-morte (le cosiddette EPM) e del racconto che ne fanno coloro che tornano in vita dopo morte clinica, di personalità in stato di ipnosi, le visioni dei morenti ai quali sono stati inoculate specifiche droghe di controllo, i sogni premonitori, ecc. In tutti questi casi le correlazioni analogiche con l'intuizione e la creatività si pongono a chiunque si occupa scientificamente del problema senza pregiudizi. Naturalmente é ancora presto per parlare con sicurezza dell'esistenza di un'anima non psichica all'interno dell'inconscio o di formulare ipotesi scientifiche, ma quella che era una verità esclusivamente di fede, ora comincia a diventare un paradigma di cui non si può non tener conto. Del resto l'intera civiltà é nata da una serie incredibile di intuizioni che alcune migliaia di anni fa non potevano preesistere nell'inconscio per evidente inesistenza di antecedenti banche dati. In una prossima nota esamineremo più in dettaglio che cosa accade nel nostro cervello durante l'intuizione (e la conseguente illuminazione) e quali aspetti tecnico-astratti vi sono implicati.
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