BUSH, SADDAM, BIN LADEN: ATTENTI A QUEI TRE

di Corrado Piancastelli

 

Come solo le persone intelligenti già immaginavano) in Iraq gli Stati Uniti si sono trovati in un dilemma tremendo sin dagli albori della guerra coloniale d’occupazione: quella di non trovare le armi di distruzione di massa o, trovandole, di dover dire al mondo che quelle armi portavano il marchio U.S.A. Saddam ha sempre dichiarato di averle distrutte e buon per Bush che ispettori e soldati non le abbiano trovate, perché gli Stati Uniti si sarebbero trovati nell’obbligo morale di doverne giustificare la provenienza.

Ma Bush le armi non le ha trovate. E ora le persone intelligenti si chiedono come si possa giustificare una guerra che ha lasciato sul campo migliaia di morti tra bambini, donne e vecchi iracheni.

In questo scenario sorge ora una ulteriore insinuazione: può darsi che Saddam le abbia nascoste e potrebbero servire per nuovi ricatti. Immagino che queste armi di distruzione di massa (che gli USA e Israele tuttavia possiedono in un quantitativo centinaia di volte maggiore) siano bruscolini capaci di essere nascosti in un barattolo di marmellata. Il territorio iracheno è tutto in mano americana e le armi non sono venute fuori (o sono state trovate ed essendo di fabbricazione americana, nessuno lo dice) ma poiché gli americani sono intelligenti, ora spiegano che Saddam Hussein potrebbe essersele  portate dietro come un souvenir insieme al sapone da barba e alle canottiere per l’estate.

Insomma le due guerre, dell’Afganistan e dell’Irak sono state fatte per uccidere Bin Laden e Saddam, ma la gloriosa CIA li ha persi entrambi nella calda sabbia africana. Se fossi Bush licenzierei tutti gli agenti segreti perché  non si è mai visto al mondo un’incapacità così macroscopica, almeno che…. Almeno che Bush non abbia mai avuto intenzione di portare i due capi arabi davanti ad un tribunale, perché in un tribunale internazionale ne avremmo sentite delle belle circa i rapporti tra USA, Afganistan e Irak.

In questo frangente ora sono in molti a chiedersi anche in quale fronte si sia schierato Dio, o se davvero si possa portare la democrazia occidentale in Afganistan o in Irak in modo così veloce e conseguenziale, o se gli americani abbiano più bisogno di governi americanizzati che di governo democratici. Un fatto appare certo: Bush, i suoi consiglieri e i suoi alleati non hanno capito assolutamente nulla di cosa sia un qualsiasi fondamentalismo e quale è ancora l’influenza religiosa nella società civile. Il fondamentalismo viene da lontano, è radicato finanche nella coscienza della gente, e la democrazia è una  visione troppo moderna perché attecchisca a breve termine. Nelle elezioni irachene  Bush è veramente sicuro che ne risulterebbe una politica democratizzata stante le condizioni di sudditanza dei paesi arabi alle ideologie e ai fondamentalismi?

L’esempio lo abbiamo in casa nostra. Dopo secoli di vassallaggio a principi e papi, dopo la storia di inquisizioni e di espropriazioni, con un nazi-fascismo ancora vicino alle nostre spalle, il popolo italiano vota ancora a destra e ossequia (sproporzionatamente alla sua storia vicina, lontana e contestuale) una religione che nel passato ha seminato morte dovunque è stata presente. Questo vassallaggio è infiltrato in tutti gli strati sociali, nei mass-media, tra gli intellettuali, nel parlamento, nelle famiglie. Istituzioni che hanno la memoria storica a breve termine e non riescono ad uscire dalla dimensione della sudditanza. E’ poi davvero ingenuo rispondere che la scena mondiale è cambiata. Intanto la storia non è cambiata, ma soprattutto non sono affatto cambiate le istituzioni e i metodi di potere che sostenevano la morte degli oppositori e la politica del dominio. Queste istituzioni rappresentano la parte marcia del capitalismo, del cattolicesimo e dei conciliaboli segreti dello spionaggio politico e industriale che fa il bello e il cattivo tempo dovunque ci sia qualcosa da saccheggiare, vuoi le coscienze, vuoi il petrolio e vuoi l’immagine che  ciascun potere vuole conservare. E l’immagine che fa la pubblicità del potere ed è l’immagine che presiede i mercati degli uomini e della produzione. La guerra è solo il corollario – paradossalmente logico – di queste equazioni per le quali la vita umana conta meno dei moscerini per  cui diventa lecito chiedersi nuovamente: ma, se Dio esiste, da che parte è schierato? O veramente dovremo accettare la favoletta del Papa per il quale Dio tace perché si è schifato degli uomini a causa delle loro colpe, sottraendosi alle responsabilità che nasce dall’elementare constatazione (di fede) che questi uomini li ha fatti così proprio Lui?

Se accettiamo le favole di Bush o del Pontefice, allora la ragione è veramente in agonia insieme alla speranza.

 

prodena@libero.it

Home