Napoli, 18 giugno 1993

EROS E SPIRITUALITA'

P. Guai se non esistesse l'eros, se non esistesse la sessualità, cioè se non esistesse il principio della vita che si moltiplica, perché nel concetto di vita c'è quello della moltiplicazione, o io dico rinascita ma per intendere il rinnovamento continuo dell'energia universale che si determina, si coagula, forma mondi, forma cose, ma poi ha una parabola in cui muore per poi rinascere e ripresentarsi sotto altra forma, e in questo i cicli si ripetono, si rimodellano, si trasformano. Nella vita umana, l'eros è presente come pulsione di vita, come realtà di vita, che nell'essere umano si psicologizza, diventa cioè una vita intelligente, che vive quasi nella autonomia di una pulsione, di un bisogno, e si racchiude in quella spinta che gli esseri umani provano verso altri esseri umani, e che diventa le varie forme dell'unione, che possono andare dal semplice osservare e scambiarsi, dal semplice comunicare e dunque parlare, dal semplice accoppiarsi nel senso genitale del termine, dal semplice abbracciarsi come puro contatto di esseri umani, alle forme dello scambio che diventa scambio esistenziale o scambio di lavoro, il dare e l'avere, le forme molteplici dell'esistenza.

Lasciamo perdere se poi tutto questo ha gli aspetti negativi dovuti all'avidità dell'uomo, che non vuole possedere solo lo scambio, ma nello scambio vuole possedere la proprietà di ciò che possiede: questo è l'aspetto deleterio della legge dell'eros, perché se la vita è uno scambio, - la vita nel senso universale - lo scambio è al di là della ragione e della critica, è al di là della regola e delle leggi specifiche, è l'incontro fra soggetti o cose viventi che interscambiano e si danno. 

Quando invece intervengono in questo scambiarsi e darsi i concetti di proprietà, i concetti di avidità, e dunque le leggi del possesso, e quindi tutti i meccanismi che umanamente conosciamo, e questo non soltanto nell'eros genitale, ma nell'eros come scambio nel mondo del lavoro, nel mondo della spiritualità, della famiglia, nei rapporti fra stato e cittadino, nei rapporti fra le istituzioni fra di loro, ecc., quando tutto questo avviene nel nome della sopraffazione, quindi nel nome del possesso. In tal senso gli scambi non sono più nella purezza dell'incontro e dell'unione, ma sono nell'ambito di un calcolo di dare e avere, e quindi di un concetto economico che privilegia i rapporti di forza o i rapporti tra le leggi e le regole e non più nelle unioni puramente spontanee della legge dell'eros. Questo è l'aspetto deleterio che rientra nel concetto di sovrastruttura che conosciamo, perché si dà alla natura un senso economico e si utilizza la natura, a cui comunque fa capo la legge dell'unione, e si privilegia invece la sovrastruttura, la finalizzazione dello scambio, la finalizzazione dell'unione.

La salvaguardia della vita riguarda la formazione di gruppi, di piccoli gruppi, di chiusure di gruppi, il clan, la specie, la specie che ha le sue regole e quindi l'istituzione del capo, di colui che comanda e di colui che obbedisce, la necessità che nell'organizzazione della Terra qualcuno provveda alla vita degli altri, e quindi la nascita del processo economico che è in parte già nel bios. Gli animali si salvaguardano, costituiscono le famiglie, impediscono che altri animali entrino nel gruppo, limitano il proprio territorio, tutte leggi di conservazione della specie, ma tutte leggi sufficientemente distruttive rispetto al principio generale dell'eros come unione, e su questo tema potremmo continuare abbastanza.

Gli uomini naturalmente hanno fondato su una naturalità della regolamentazione biologica tutte le altre loro regole e di conseguenza l'uomo si è completamente intrappolato nelle sue regole.

Volendo fare un discorso più limitato, completerò la risposta dicendo che gli uomini liberi dovrebbero avere una concezione del sesso ovviamente molto più libera di quanto non lo abbiano adesso e di quanto le culture e le società gli hanno imposto, quindi nel concetto di libertà di cui noi tanto parliamo, entra anche questo tipo di liberalizzazione e libertà, quale è la sessualità essendo uno dei tanti istinti, una delle tante pulsioni che hanno gli esseri umani.

Certo gli uomini non fanno un discorso così universale di impostare la sessualità come eros universale e per gli uomini la sessualità è quella di tutti i giorni fra esseri umani i quali normalmente tendono attraverso le pulsioni sessuali a soddisfarle. E' chiaro che anche qui come in tutti gli aspetti di un discorso di libertà il sesso è assoggettato alla stessa regola, ma la sessualità dovrebbe essere vissuta come una pulsione del tutto naturale perché naturale è, pero è anche una di quelle pulsioni che è stata fortemente ideologizzata nel momento in cui, con la divisione dei clan e quindi con le prima spartizioni del potere, nacque il concetto di proprietà della sessualità, di proprietà della donna in certi periodi e dell'uomo in altri, ma in ogni caso la suddivisione dei ruoli, la spartizione e dunque l'impossibilità, da quel momento in poi, di concepire liberamente la sessualità.

La sessualità da quel momento fu considerata al pari di una merce che poteva essere comprata e venduta; altro non è la limitazione sessuale se non un patto di compravendita in cui le persone assoggettate al vincolo dell'amore possono essere comprate e altre no.

Questo discorso che naturalmente non va a genio ai benpensanti di antica tradizione, però è estremamente realistico, perché è sempre nell'ambito di una contrattazione che c'è la cessione sessuale.

La contrattazione può implicare l'amore ma può anche non implicarlo ed essere soltanto una contrattazione. Se si pensa a tutta l'attività sessuale svolta nei secoli passati in cui i cosiddetti matrimoni erano soltanto contrattazioni economiche, ebbene questo lascia pensare molto facilmente che, anche il giudizio cosiddetto morale sulla sessualità debba tener conto che la sessualità è nata come una contrattazione e non mi si venga a dire il contrario e cioè che invece sia soltanto il risultato di un rapporto emotivo d'amore, perché così non è stato da che esiste il mondo, salvo le debite eccezioni, e dunque nobilitare eccessivamente ciò che non ha avuto niente di nobile nel passato, è solo un residuo sentimentale apprezzabile, ma soltanto questo.

In ogni caso però il mio giudizio finale su tutta la questione è che fra gli esseri umani dovrebbero sempre svolgersi rapporti di lealtà e di chiarezza; questi sono il vero amore fra gli esseri umani. Fra gli esseri umani dovrebbe esserci sempre lo scambio alla pari, e in questo c'è la purezza, nei sentimenti che avvicinano gli uomini; se ci sono queste cose tutto diventa non solo normale e lecito, ma diventa un primo scambio che è già uno scambio dell'eros perché c'è in atto una unione. Il fatto che poi l'unione sia anche sessuale è marginale, il fatto che poi in questa unione ci sia la parola, è marginale. L'importante è la purezza della spinta fra gli uomini; quando fra gli uomini questa spinta è naturale, giusta, non è finalizzata ad un calcolo, quindi è leale, è chiara, ci si ama nel senso che ci si scambia, in questo rapporto tutto diventa lecito e normale; se non c'è questo, e nella maggior parte dei casi questo non c'è, allora il rapporto va controllato dalle leggi. Allora non essendoci questa base che assicura la permanenza dell'unione, si regolamenta il rapporto, ed entriamo in quella che è nota come la legislazione fra gli uomini, nelle leggi, nel diritto, nella codificazione.

Le leggi e le codificazioni esistono perché gli uomini, non avendo questa purezza di rapporto, devono essere regolamentati, perché se non lo fossero i più forti fingerebbero il rapporto per prevaricare sui più deboli.

Nelle società in cui non c'era il diritto, era il più forte che vinceva, colui che aveva i muscoli più possenti e la clava più pesante, ed allora questi rapporti di forza non erano i rapporti di unione, di sentimenti, di amore, di scambio, di lealtà e di amicizia/amore, cioè in assenza di questo rapporto di fratellanza, è necessario codificare il rapporto. 

Ma la codificazione del rapporto va bene soltanto per coloro i quali non hanno questo afflato fraterno; coloro che invece sentono la fraternità, che hanno cioè la maturità dentro, ovviamente costoro sentono le leggi come catene e vincoli pesanti.

La questione poi si riduce a questo, nel sapersi amare e nel saper stabilire nell'ambito dell'amore fraterno non regole ma codificazioni istintuali del meglio che ciascuno di noi ha dentro, e invece noi ci incontriamo per calcolo, per interesse, per amore, ma poi dovremmo analizzare che tipo di amore perché molte volte anche questi cosiddetti amori nascondono segreti psicologici tutti da verificare. 

Io mi auguro che tutti i nostri discorsi poi abbiano la finalità di indurci a meditare e capire e cambiare, perché come ho sempre detto è attraverso il cambiamento che noi conquistiamo la nostra spiritualità, perché ci portiamo con la mente dentro quegli strati profondi che sono la nostra anima, altrimenti le sole parole non conducono da nessuna parte.

 D. Trovi che ci sia una differenza sostanziale tra quello che ci dici circa il vivere la materia e le esperienze, ed il messaggio cristiano che spesso parla di astinenza e peccato?

 P. Non dicono la stessa cosa, ed il motivo è evidente. La sessualità è uno degli istinti, al pari della fame, più forti degli uomini. La fame probabilmente può anche essere collocata al primo posto, ma sicuramente al secondo c'è la sessualità intesa nello specifico, nel senso dell'eros, e l'eros è davanti a tutto. Essendo una pulsione fortissima naturalmente è una di quelle funzioni umane di cui più interessa il controllo, e quindi il controllo della sessualità e la negazione della sessualità è stata una delle prime cose che hanno sempre fatto gli uomini del potere, oppure il controllo della fame.

Non bisogna dimenticare che nei periodi in cui il popolo era praticamente dominato, il padrone del momento non soltanto si faceva pagare i tributi ma li restituiva attraverso fonti economiche che passavano per il suo controllo, e dunque il controllo economico del popolo, per cui è il capo che dà il danaro o dà la merce o il cibo. Il controllo ovviamente consente al potere di restare dov'è e di conservarselo.

Teniamo presente che il Cristo però non ha parlato contro la sessualità, e volendo interpretare senza neppure forzare tanto i testi, egli protegge l'adultera e porta con sé la peccatrice, e l'equivalenza simbolica è l'accettazione, come in tanti maestri orientali, della sessualità, la quale viene demonizzata specialmente dai cattolici, dal puritanesimo anche della chiesa che si è distaccata da Roma, quindi le chiese protestanti, e quindi un eccessivo caricare enfatico sulla demonizzazione del sesso, al punto tale che la donna viene considerata esclusivamente come fonte del peccato, addirittura senz'anima, addirittura espressione del demonio. Quindi il problema ha visto la donna completamente esautorata dai suoi diritti di Spirito e riguardata soltanto come anima tentatrice, fenomeno interpretativo questo che è ancora presente ai giorni vostri perché alle donne viene vietato il sacerdozio perché ritenute impure rispetto all'uomo.

Da questo punto di vista poiché si è trattato di una cultura esclusivamente maschile, è chiaro che la donna è stata vista soltanto come fonte di tentazione e di peccato e come oggetto riproduttore.

Mi sembra con questo, senza bisogno che si sprechino troppe parole, di dire che quello che dico è esattamente il contrario, che denuncio l'arroganza, la stupidità teologica in questo campo, assolutamente infondata sul piano scientifico e razionale, e quindi denuncia anche che la sessualità sia stata sempre manipolata -anche prima di Cristo- in modo tale da presentare l'astinenza come una virtù e la sessualità, come una colpa e come un peccato; e dunque la sessualità contrariamente a tutte le altre pulsioni ha subìto questo ricatto di essere legata esclusivamente ad una idea peccaminosa ignorando totalmente la fondamentalità, il fondamentalismo della sessualità nella luce di un universo che si riproduce, e in cui il riproducente ed il riproduttore sono pari in energia ed in etica, nel senso che alla riproduzione dell'universo non si possono assegnare negatività e positività, perché tutto è unità.

Quindi le religioni da questo punto di vista non coincidono con quello che io ho detto. L'esperienza della materialità rappresenta per noi una verità abbastanza nuova rispetto alle culture di questo tipo, e dunque bisogna che vi rassegniate ad accettarla o a non accettarla, ma in questo vale la nostra ragione ed anche la nostra libertà.

 D. C'è stato uno sfruttamento da parte del potere non solo dell'imposizione dell'astinenza, ma anche di tutte le sublimazioni e nevrotizzazioni che ne derivavano? E’ esistita una consapevole strumentalizzazione anche di questo secondo te?

 P. Consapevole si perché tutti i bisogni principali sono rientrati nel meccanismo e nelle strategie dei poteri, tutti i bisogni principali. In pratica il potere vuole essere ringraziato perché è il potere che ti dà la vita, e questo è un principio che ancora sopravvive anche nelle organizzazioni dei paesi cosiddetti civili.

 D. Durante l'orgasmo si raggiunge comunque uno stato alterato di coscienza che è di per sé un avvicinamento al mondo interiore?

 P. Entriamo nello specifico. Nello specifico allora il rapporto c'è sicuramente, così come c'è con tutte quelle tecniche e quelle situazioni in cui appunto c'è uno stato alterato fino alla perdita della coscienza. Dunque sicuramente la via sessuale è una delle vie assolutamente non percorse dalla cultura: per quello che io possa sapere la nostra cultura non ha mai esaminato questo aspetto importantissimo, e cioè che durante la fase orgasmatica è possibile un rapporto strettissimo con il proprio interno, ma questo d'altra parte è abbastanza logico, perché più c'è una perdita di coscienza, o una alterazione di coscienza, e più ci si avvicina al proprio interno.

Questo accade anche se siamo più ubriachi oppure se abbiamo avuto un piccolo choc di qualsiasi tipo o anche una intossicazione, qualsiasi azione sul sistema nervoso che ne alteri l'attenzione può portare ad un avvicinamento alla propria interiorità, e naturalmente l'orgasmo è una delle strategie più naturali perché è fisiologica e quindi in un certo senso è la migliore possibilità che si offra, ovviamente se è educata, se dunque c'è anche un filtro attentivo che dia una direzione e cioè che la persona si rapprenda su se stesso e trovi la propria interiorità appunto nei momenti del cosiddetto piacere fisico, che poi è un piacere psichico più che fisico.

da un seminario di Corrado Piancastelli

 

 

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