|
Napoli,
16 febbraio 1996
L'EDUCAZIONE
DEL GIOVANE
Non
si può prevenire tutto, non si può correggere tutto, il
giovane deve essere immesso in una società variegata che
esprima diverse culture e sottoculture. Deve orientarsi.
Certo,
l'orientamento lo si può dare, ma io temo anche sempre che
l'orientamento possa diventare una prevaricazione, perché
sappiamo fin troppo bene tutti quanti come la
prevaricazione sia stata in atto ad esempio da parte della
Chiesa per 2000 anni quando ci hanno indottrinati dal battesimo
in poi e ci hanno fatto credere che l'unica verità sia il
Vangelo e basta, anzi, neppure il Vangelo, ma il papato e le
leggi del Vaticano. Vi sono alcuni cattolici che non vogliono
sentir parlare di contestazioni al sistema cattolico e alla
dottrina stessa, perché la ritengono l'unica del mondo però vi
sono religioni a conflitto e si uccide ancora per motivi
religiosi.
Il
giovane è stato prevaricato, è stato indottrinato, bisogna
anche fare attenzione al contro indottrinamento che è un altro
indottrinamento, e dunque cosa fare? Torniamo a qualcosa che
abbiamo molte volte detto: come si educa un giovane.
Educarlo
alla libertà, e contemporaneamente al rispetto delle opinioni
altrui, questo sì. Io uso la mia libertà e quindi io non credo
a ciò che stai dicendo ma ti rispetto, perché ciascuno ha
diritto di parola: giungere quindi a caratterizzare il giovane,
corazzarlo, renderlo duro nei confronti dell'indottrinamento
altrui, abituarlo al ragionamento, ad accettare ciò che è
ragionato, inculcargli il sistema della logica, portarlo dunque
a maturare il proprio intelletto.
Dopo
che avrà fatto questo, allora egli può stare nel mondo dove ci
sono le dottrine della droga, le dottrine della delinquenza, o
le varie dottrine politiche e tutte le filosofie e tutte le
sociologie e tutte le opinioni dei filosofi etc.., può starci
tranquillamente perché egli non sarà scalfito mai, ma avrà la
sua identità, la sua personalità intellettuale, la sua
struttura interna che gli consentirà di volta in volta di
accettare o rifiutare secondo il suo sistema, perché questo suo
sistema in questo modo pedagogico si sarà affondato
direttamente nella propria anima.
Ecco
che in questo modo i vari pezzi del mosaico si ricompongono,
invece noi ci troviamo di fronte ad una situazione completamente
capovolta: abbiamo un bambino in una famiglia che viene
indottrinato dalla madre e dal padre.
Molto
probabilmente si tratterà di due stupidi, i quali non avendo a
loro volta alcuna individualità, carattere, personalità ed
equilibrio intellettuale di cui dicevamo prima come struttura
pensante, trasmetteranno al figlio tutte le sciocchezze che
hanno ereditato a loro volta dal padre e dalla madre.
I
figli poi andranno in una scuola dove naturalmente incontreranno
degli insegnanti anche loro indottrinati in un modo, e quindi in
un paese cattolico riceveranno una impostazione, in una scuola
islamica ne riceveranno un'altra, in una scuola protestante
un'altra ancora, tre cittadini diversi che potrebbero venire a
confronto come uomini e come donna, sia per uno scambio
culturale, politico sociale, sessuale, matrimoniale, amichevole,
e come si scambieranno, e che cosa l'uno prenderà dall'altro, e
come lo prenderà, e in che modo saranno frastornati se ciascuno
di loro non ha un equilibrio di una struttura intellettuale, di
una individualità, di una personalità fondata su di una
corretta impostazione del proprio interno?
La
confusione sarà grandissima e nasceranno altri figli che
saranno ancora una volta educati secondo un imbroglio che
diventerà sempre più grande in una matassa grande quanto la
Terra, come è avvenuto.
Da
un seminario di Corrado Piancastelli
|